Il linguaggio dei gatti - lezione 2, la coda

Il linguaggio dei gatti - lezione 2, la coda

I felini comunicano non solo con la voce ma anche, anzi soprattutto, con la coda. Gonfia, verticale, a punto interrogativo: ogni centimetro di coda ha un suo significato.

La coda di un gatto. è in costante movimento: dritta, agitata, a forma di punto interrogativo, gonfia o bassa, qualsiasi sia la posizione, di sicuro non è mai casuale. Comprendere il tuo amico a quattro zampe significa, quindi capire anche il linguaggio della sua coda. La giusta interpretazione dei suoi segnali, del resto, pone le basi di un legame più stretto fra te e il tuo animale e di una convivenza lunga e felice. Le più comuni e significative posizioni della coda sono riassumibili in pochi punti:

  • Coda bassa, fra le gambe - il gatto si sente intimidito e molto insicuro.
  • Coda a mezz’altezza, morbida e rilassata - il gatto è tranquillo, di umore neutro.
  • Coda a mezz’altezza, rigida e gonfia - il micio è spaventato e negativamente sorpreso.
  • Coda all’insù con la punta a uncino - il gatto ti sta salutando, ti dà il benvenuto.
  • Coda all’insù, dritta e tesa - il micio è felice e attento.
  • Coda all’insù, dritta, tesa e gonfia - Il gatto è davvero molto agitato, pronto a tutto per difendersi.
  • Coda bassa, agitata come una frusta - il gatto è teso, vive una situazione che non gli piace.
  • Coda in movimento che descrive semicerchi ampi - Il gatto è emozionato, non per forza positivamente.

Coda sì, ma non solo

È tuttavia importante ricordare che non si dovrebbe interpretare il linguaggio del gatto attraverso uno solo dei tanti segnali che fornisce. La coda, fondamentale veicolo di informazioni, va valutata in rapporto al resto del corpo. Un esempio che può essere utile: se il tuo micio è rilassato - e lo capisci dai suoi occhi, dalle orecchie, dal pelo - ma la coda si è mossa frustando il pavimento, non pensare che sia per forza nervoso; probabilmente ha solo scacciato una mosca o una formica. Mentre la stessa identica posizione accompagnata però da un’espressione nervosa e da pupille dilatate, indica nervosismo. Coda sì, dunque; ma osservata unitamente a bocca, occhi, a pelo e orecchie.

La coda del gatto è molto sensibile: non bisogna mai tirarla poiché il dolore che ne deriva si diffonde nell’intero corpo. È bene evitare anche di accarezzarla perché i felini di solito non gradiscono.
La coda dei felini è fondamentale nella comunicazione ma è anche il loro più importante mezzo per mantenere l’equilibrio. Diventa anche un vero e proprio contrappeso per riuscire a camminare agilmente sui muretti e sui recinti.